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Trattamenti: Tecnica di innesto

L’innesto è quella pratica colturale che consiste nell’unione di due piante una dotata di apparato radicale "Portainnesto" e da una o più parti vive di una pianta marza, che per specie dovranno avere un ottima affinità affinché l'innesto abbia successo. Al momento dell’innesto è necessario verificare che entrambe le parti siano nella fase di pre-crescita detta vegetativa, se l'innesto avrà successo lo si potrà scoprire durante la ripresa della crescita da parte della marza.

Il periodo migliore per procedere ad un innesto è tra l’inizio della primavera e nei primi mesi estivi, quando l'aria sarà più secca e la temperatura supera i 18/20°C, è preferibile innestare al fresco, possibilmente in prima mattinata, perché rispetto alla sera c'è una minore umidità. Ricordo inoltre che i mesi sono solo identificativi in quanto da regione a regione e da luogo a luogo (es. montagna e pianura) ci possono essere delle variazioni. Inoltre bisogna tener conto dell'importanza della Luna e del comportamento della pianta durante le fasi lunari.

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COME e QUANDO innestare una pianta

Al momento dell’innesto assicurarsi di avere gli attrezzi giusti, che le lame siano ben affilate e sterilizzate
I tagli dovranno risultare netti e le superfici perfettamente pulite e lisce.
Sia il portainnesto che la marza dovranno essere perfettamente speculari, perché quando saranno disposti uno sull'altro la marza deve aderire perfettamente al portainnesto.

 

CALENDARIO degli innesti

Le tecniche d’innesto sono tantissime; variano sia per modalità di esecuzione sia per il periodo in cui vengono messe in opera. Alcuni tipi di innesto, infatti, vanno fatti nel periodo primaverile, altri in estate, nei mesi autunnali e altri ancora a fine inverno. Innestare una pianta nel periodo sbagliato può compromettere la riuscita dell’operazione.

Febbraio 

Albicocco, Biancospino, caco, camelia, castagno, ciliegio, Cotogno, Ginepro, Melo, Nashi (pero giapponese), Nocciolo, Pero, Pesco, Susino e Vite.

Febbraio e Marzo

Albicocco, biancospino, caco, camelia, castagno, ciliegio, cotogno, Fico, Melo, Melograno, Noce, Nocciolo, Olivo, Pero, Pesco, Pino, Susino e Vite.

Marzo e Aprile

Cachi, ciliegio, Cotogno, Fico, Melo, Melograno, Noce, Olivo, Pero, Pesco e Susino.

Aprile e Maggio

Agrumi, Fico, Mandorlo, Noce, Olivo.

Maggio e Giugno

Albicocco, caco, castagno, mandorlo, noce e pesco.

Luglio e Agosto

Albicocco, Castagno, Noce, Susino e Vite.

Agosto e Settembre

Agrumi, Cachi, Ciliegio, Cotogno, Melo, Melograno, Noce, Pero e Vite.
 

TIPI DI INNESTO

Approssimazione, a gemma e a spacco.

 

INNESTI PER APPROSSIMAZIONE

Gli innesti per approssimazione sono poco usati nel settore della frutticoltura, anche se favoriscono l'attecchimento di alcune cultivar, difficili da innestare con altri metodi. Oggi si usa nei frutteti per unire due branche appartenenti a diverse piante per dare maggior stabilità alle stesse. Possono essere di due tipi:

Approssimazione semplice:

si asporta una porzione di corteccia di 2-5 cm da un ramo del portainnesto e dal ramo della marza, i bionti si uniscono e poi si legano, nel punto in cui si è asportata la corteccia. Ad attecchimento avvenuto, si asporta la chioma del soggetto sopra l'innesto e la base della marza sotto l'innesto.

Approssimazione ad intarsio:

Analogamente al precedente, si asporta la corteccia, più una parte di legno. E' impiegato quando le cortecce del portainnesto e della marza sono di differente spessore.

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INNESTI A GEMMA

Gli innesti a gemma sono molto praticati in frutticoltura perché danno un'alta probabilità di attecchimento. Il nesto è costituito da una gemma contornata da una piccola porzione di corteccia ed eventualmente uno scudetto di legno retrostante. Vengono utilizzate gemme provenienti da rami di un anno e se viene praticato a primavera, prende il nome di “innesto a gemma vegetante”, praticato in agosto si chiamerà “innesto a gemma dormiente”. Gli innesti a gemma possono essere:

Occhio o scudetto 

E' molto praticato in vivaio. Il nesto è costituito da una gemma prelevata da rami vigorosi e ben lignificati. Il portainnesto, soprattutto se costituito da piante da talea o da seme, deve avere un diametro minimo. La corteccia viene incisa con due tagli, uno verticale, uno orizzontale per formare una T. Si sollevano i due lembi formati e si inserisce lo scudetto, infine si lega con rafia o altro e si copre con mastice.

Doppio scudo

Come la precedente, solo che si interpone tra il nesto e il portainnesto, un terzo bionte a forma di scudetto. Questo innesto è fondamentale in frutticoltura, infatti serve per eliminare i problemi di affinità tra i due bionti principali inserendo questo scudetto affine ad entrambi costituendo così un "ponte" tra il nesto e il porta innesto. Un caso di utilizzo di questo innesto è tra il pero cv kaiser e il Cotogno, che non sono affini, ma inserendo una cv affine ad entrambi, si elimina questo problema.

Pezza o tassello

Innesto usato soprattutto sull'ulivo, noce e Cachi, si esegue quando la pianta è in succhio, sia a gemma dormiente sia a gemma vegetante. Differisce dallo scudetto perché la gemma è attorniata da una porzione di corteccia quadrangolare delle medesime misure della corteccia asportata in cui si dovrà inserire la gemma.

Zufolo

Variante del precedente con il nesto formato dall'intero anello di corteccia portante la gemma, praticando il taglio longitudinale dalla parte opposta della gemma.

Chip budding o scheggia

Diffuso in vivaio sulle pomacee, non richiede la pianta in succhio. Si  tratta di un innesto a incastro. Si pratica facendo,sul portainnesto, un taglio con inclinazione di 30° per circa un 1/4 del diametro dello stesso (A), un secondo taglio è fatto  a 2,5 - 3,5 cm sopra il primo, andando verso il basso e verso l'interno fino a connettersi con il primo taglio (B).Analogamente sul ramoscello dal quale verrà prelevata la gemma si procede in modo analogo operando con l'esecuzione di un taglio ad una distanza di 1- 2 cm sotto la gemma, un secondo taglio è fatto 1- 2,5 cm sopra la gemma andando verso il basso alle spalle della gemma fino a connettersi al primo taglio in modo da rimuovere la gemma con un piccola porzione di legno (C). Infine la gemma con la  sottostante parte legnosa è inserita nell'incavo ricavato sul portainnesto (D). Si procede alla legatura con nastro di plastica (E). Dopo 3- 4 settimane a saldatura avvenuta si procede alla slegatura.

Maiorchina

L'innesto alla maiorchina viene usato nei periodi in cui la corteccia non si stacca dal legno, raramente è praticato sulle specie fruttifere a foglia caduca. Bisogna prelevare una linguetta di corteccia dal portainnesto, che verrà sostituita con una analoga portante una gemma della varietà desiderata. Si effettua un incisione verso il basso sotto la gemma da prelevare, con un angolo di circa 45°, della lunghezza di circa 2-3 cm, si effettua un taglio, a partire da circa 1 cm al di sopra della gemma, fino ad incontrare quello precedente, inserimento della linguetta sul portainnesto e legatura accurata con successiva copertura del punto d'innesto con mastice, taglio del soggetto al di sopra del punto d'innesto ad attecchimento avvenuto.

INNESTI A MARZA

Sono innesti comuni in frutticoltura. Sono caratterizzati dall'impiego di una o più marze costituite da porzioni di rami di un anno portanti 2-3 gemme. Possono essere di vario tipo:

Spacco comune

l'innesto è praticato a fine inverno, con il cambio non ancora in attività. Si capitozza il soggetto e vi si apre una fenditura diametrale di pochi centimetri. La marza, lunga una decina di centimetri presenterà la parte inferiore tagliata a cuneo, che andrà inserito nello spacco del portainnesto. Se il diametro del portainnesto è molto superiore a quello della marza, possono essere inserite anche 2 o 3 marze nello stesso spacco, con l'accorgimento però, che le due esterne, dovranno avere un cuneo irregolare, con la parte esposta verso il centro, più corta di quella esterna. Ci sono molteplici tipi di innesto a spacco a seconda delle tradizioni locali: innesto a doppio spacco inglese usato in vivaistica, impiegato principalmente per gli innesti-talea delle viti sottoposte a forzatura, ma impiegato anche su altri fruttiferi con buoni risultati. In genere si pratica su rami di un anno. Sull'internodo del portainnesto si pratica un taglio netto a 45°. Su questo taglio, a partire dai 2/3 superiore si pratica un secondo taglio a scendere quasi parallelo al precedente fermandosi appena oltre la meta del ramo (Si sarà formata un sorta di linguetta). La marza formata da un rametto circa della stessa dimensione portante una o due gemme viene tagliato alla stessa maniera in modo da fare entrare la linguetta della marza sotto alla linguetta del portainnesto. L'incastro che si forma è molto stabile. Se saranno rispettate tutte le condizioni fisiologiche l'attecchimento è molto alto. Altre tipologie di innesto sono: innesto a spacco pieno e spacco vuoto, innesto a penna,  innesto a sella, innesto a cavallo.

Corona o sotto-corteccia

Preferibile di quelli a spacco per le Drupacee, sugli agrumi e per il reinnesto delle piante adulte. È eseguito in primavera con la pianta in vegetazione e in succhio in modo che la corteccia si stacchi facilmente dal cambio. La marza deve avere le gemme ferme, per fare ciò la marza va prelevata in autunno e conservata in frigorifero fino

Triangolo o ad incastro

Praticato molto a febbraio in vivaio e su piante adulte per reinnestarle. La marza di una decina di centimetri portante 2-3 gemme ha l'estremità inferiore tagliata a formare una punta con due facce a spigolo. Sul portainnesto capitozzato si pratica un piccolo incastro di sezione triangolare delle stesse identiche dimensioni della marza. È possibile fissare la marza con un chiodo quindi si lega e si copre con il mastice.

Penna

L’innesto a penna viene praticato nei mesi di aprile e maggio fino a metà giugno. E tipico dell’olivo. La marza, grande come una penna, e portante due gemme si inserisce nelle corteccia del porta innesto opportunamente tagliata, si stringe con il filo di rafia, infine si sigilla  prima con nastro gommato e poi con il mastice, si avvolge il tutto con un cappello di plastica per creare il caldo umido e si scopre dopo un mese.

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